
La lama del bisturi affonda nei ricordi,
seziona sentimenti mal tarati sulla giusta
intensità, per non dar fastidio.
Qualcuno calpesta il tuo cuore
e tu per il mondo non esisti più.
La pinza chirurgica trova una carezza inattesa,
preziosa. La sistema insieme a sciarpe e piumini,
messi a riparare dall’aria gelida d’inverni capitati,
come se la vita, allora, fosse un’estrazione a sorte
di giorni dati a caso.
Nei crocevia nessuno regalava
un buon consiglio sulla strada da prendere.
Garze e suture a fermare l’emorragia
del riaffiorare di quelle volte che si stava sull’uscio
con indosso giacca e borsa a tracolla,
con l’impazienza di vivere,
e non si viveva mai abbastanza.
mgs