Un’altra strada per il mare

La primavera è iniziata, tra poco ritroveremo il mare. Sarà lo stesso degli anni scorsi? Intendo dire della macchina e della fila da cui fuggire, di partire presto al mattino, della sabbia addosso, da togliere prima di ripartire. Scorrono le immagini degli anni passati, come un film già visto. L’inverno è il tempo necessario per riavvolgere il nastro, che adesso è pronto per essere proiettato. Ti chiedi se si ripeterà tutto al solito modo, ancora una volta, un po’ per paura, un po’ per trovare un’altra strada per il mare. La paura di cambiare limita la fantasia, certamente. E’ scoraggiante, per giunta. Penso a quando c’è molto da fare in casa e temi di non farcela, ma ce l’hai sempre fatta e allora perché adesso dovrebbe essere diverso?

Leggerezza, andarci con leggerezza, senza troppi pesi, sicuri di sé, sentirsi bene, anche fighi. Stendere l’asciugamano in scioltezza e con un pizzico di noncuranza se non è tutto perfetto, che poi lo è. Tuffarsi. Ecco come andarci. E poi percorrere la strada del sentirsi ed essere nel posto giusto, al momento giusto. Aprire la mente a quei pensieri che nella vita di tutti i giorni non si mostrano, ma ci sono.

Che altro? Si potrebbe affittare un gommone e andarsene verso il largo, anche se questo significa già essere al mare. Quindi si tratta di un’altra strada per viverlo, anch’essa da trovare.

mgs

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About arcalibera.com

Ho 53 anni, vivo a Roma, sono appassionata di scrittura. Di recente ho pubblicato "Medagliuccia e catenina", un breve racconto sulla vita familiare e il rapporto tra madre e figlia.
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