Come un fiore

Che cosa curiosa andare al mare quando la sera fa buio presto! Sì, alla fine di settembre, dico. La temperatura sfiora i 30 gradi. E’ un vero viaggio nel tempo, poter tornare indietro di qualche mese, poi recuperare il presente, spennellato da colori settembrini. Siamo avvolti dall’aria più fresca, finalmente. L’assottigliarsi della durata della luce del sole lascia ancora spazio alla penombra casalinga nelle ore più calde. Allora tiri giù la serranda, dalle cui fessure filtrano i raggi, creando nella stanza un’atmosfera intima, dove i pensieri e le emozioni si manifestano facilmente, protetti come sono dal chiaroscuro. La calma pervade le ore. Vivere il mare, invece, indica il viaggio. Quindi, un movimento che porta in un altro posto rispetto a dove si è. Partiamo, per andare a scoprire altre cose di noi stessi, del mondo.

Certo, il mare suggerisce questo: un’azione che spinge a cercare per trovare.

Spiegare le vele è poco originale in senso letterale, ma soprattutto metaforico. A me sembra una novità, perché da tempo sto sulla terra ferma ad aspettare che succeda qualcosa di magico. Ero abituata così. Infatti, fino a qualche decennio fa, sarebbe bastato frequentare il fuori della stanza in penombra tutta calma, per trovare quello che si cercava, ovvero un’intuizione, un’idea, l’illuminazione su un fatto personale. Come accadeva? Non so, so solo che accadeva. Era come ricevere l’imbeccata dai discorsi della gente, da qualche parola carpita alla fermata del bus, dallo scambio con gli amici della palestra. Adesso sembra di camminare nel deserto, non perché non ci sia gente in giro, ce n’è eccome. A non arrivare è l’imbeccata. Annusi l’aria, tendi l’orecchio, ma non senti niente, ci sono tante interazioni senza incontri. Forse è per questo che uscire dalla propria stanza in penombra a volte mette pensiero. E poi uscire per fare cosa, la solita marcetta quotidiana scandita dai ‘Passo!’, i comandi annunciati a gran voce dai mille doveri? L’apparente linearità del quotidiano nasconde un mondo impacchettato e consegnato a domicilio come una merce qualsiasi, accompagnato da un manuale di istruzioni con una striminzita gamma di stati d’animo. Una vera fregatura!

Non molto tempo fa era diverso e su questo non ci piove. Vorrei non che tornasse un tempo, ma che la vita fosse più vivibile e facile. Ma facile che non sia smart, cioè il risultato di prodotti da comprare, volti a identificarti. Facile come un fiore, che si chiude la sera e si riapre al mattino.

mgs

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About arcalibera.com

Ho 53 anni, vivo a Roma, sono appassionata di scrittura. Di recente ho pubblicato "Medagliuccia e catenina", un breve racconto sulla vita familiare e il rapporto tra madre e figlia.
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