La rivoluzione nell’impresa…di vivere

L’Italia è un paese specializzato nella produzione dell’odio, ne fabbrica in quantità industriale, anche per esportarlo, come se non ce fosse già abbastanza altrove. Alcuni hanno sperimentato vari antidoti che rendono immuni al malanimo. Uno tra questi è la sostituizione di segni che significano qualcosa a quelli che non significano niente. Non è sempre agevole, chè i lamenti dei poveretti sortiscono l’effetto di far sprofondare qualsiasi sussulto vitale.

Le parole si impigliano tra i denti, le sfilo ad una ad una e con immensa gioia le scrivo. Dopo anni perigliosi, alla mercè di ogni forma di prevaricazione umanamente sopportabile, annuncio l’inizio di una stagione rigogliosa. È stato come per un bambino la scoperta di un nido di vipere, tirar su il sasso che nasconde la massa viscida dei rettili. Poi vederle attorcigliarsi furoreggianti se le tocco con un bastoncino. Come i dannati, il veleno che hanno in corpo è la ragione della loro esistenza, far del male li fa sentire vivi. Come un guizzo li pervade la consapevolezza incosciente di ferire. Alternandosi, appestarono e appestano l’aria di Iris. Tra loro ce ne sono di meno scaltri o forse sono solo più sprovveduti di altri, certo meno bravi dei loro padri a buttare l’immondizia sotto al tapppeto. L’immoralità di quelle unioni senza amore diventa morale, perché così fan tutti. Troppo ipocriti e ipocrite per vedere che la prostituzione vera, soprattutto nella forma del patto coniugale, è diventata un vezzo. Contento il maschio senza qualità ai cui piedi si inchinano migliaia di donne desiderose del certificato di esistenza. Nel fine settimana scorrazzano come branchi di bestie. É possibile vederli, ma ci riesce solo chi ha l’occhio allenato, capace di scorticare le false buone maniere per portare alla luce lo sporco. Causa la vicinanza forzata, con l’aggravante, per la parte femminile, del contatto sessuale col maschio, essi sibilano e pongono il sibilare sotto forma di un linguaggio sensato, ma non è così. Allorchè, specialmente dopo la repressione dello sbuffo e dello sbadiglio tra le lenzuola, le coppie di poveretti usano fare sfoggio in pubblico del loro ‘grande amore’, si inventano non soltanto gelosie e invidie da parte dell’altra, ma soprattutto si inventano l’altra, il nemico. Se ragionassero e di indizi ne hanno tanti, si accorgerebbero che non c’è nessun nemico, nessun’altra. Infatti, qualsiasi persona dotata di amor proprio sarebbe, non dico felice, ma di più, se uomini come quelli rimanessero con le cretine che hanno in loro dotazione. Tuttavia, a causa di un disperato bisogno del nemico, essi vedono minacce dappertutto. Senza dovrebbero rendersi conto che non si sopportano.

Io e Iris non ci siamo accontentate. Infatti, non è stato sufficiente prendere atto del condizionamento della cultura nostrana che, oltre a volere le donne stupide, nel caso del branco di galline cattive e rompicoglioni ci riesce veramente. Sappiamo, come tutti d’altronde, dell’esistenza di un gruppetto sociale molesto: dei disgraziati/e e delinquenti che monitorano la vita di Iris, come se fosse un loro diritto e non lo è. Si chiudono al suo sguardo perché essi si spaventano di quello che pensano. Le fanno le pulci e congetturano su qualcosa che non va in lei per sentirsi meglio di quanto non si sentirebbero se non avessero inventato il nemico. Davvero dei campioni dello strisciare!  Detto in un altro modo, sono molti i tasselli da incastonare nel quadro generale. Tra questi le ambizioni e i grandi desideri, sconfessati dall’ignavia piccolo borghese, giocano un ruolo importantissimo. Il discorso è interessante, perchè la coppia tipo, quale perfetta associazione a delinquere, è un effetto, non la causa. Lo spaccio illegale di stili di vita che elogiano l’infelicità vede nella famiglia tipo tradizionale, tradizionalmente timorosa anche di vivere, il produttore ufficiale della riproduzione della disillusione da tramandare alle nuove generazioni. Sicuramente la maldicenza e le cattiverie che hanno appestato l’aria di Iris lasciano intravedere i fallimenti dei e delle maldicenti. La rinuncia a se stessi getta sui figli/e l’onere della riscossa. All’ignavia di quelli che hanno abbandonato i sogni nel cassetto con viltà si aggiunge la cattiveria, che li porta a fare di tutto purchè nessuno riesca dove loro hanno fallito. La tirannia della gente falsamente perbene è sopportata in quanto tirannia. A ben vedere l’avidità piccolo borghese ha avuto un discreto successo prendendo a sprangate i sogni e le aspirazioni più alte, per conformale alle capacità e all’immaginario degli ‘illustri’ rappresentanti di questo ceto sociale. Certo, sono gli unici ad assicurare qualche soldo, atto a rifocillare il sistema economico, perché dal sistema politico ebbero numerosi vantaggi che oggi i figli non hanno. Si dirà che è premura, una sorta gabbia protettiva dal rischio fallimento. In realtà è egoismo, che sbarra la strada a nuovi modi di pensare e di vivere non incentrati sullo strisciare. E una gabbia è sempre una gabbia, tanto è vero che necessitano di nemici su cui sfogare la paura di essere spodestati dall’avanzare del nuovo. I teppistelli, maschi e femmine, bulleggiano, ma hanno bisogno di aiuto per garantire l’unione delle parti che, altrimenti, sarebbero inconciliabili. E, tanto più si detestano, quanto più hanno bisogno dell’attacapanni. Perciò, eleggono senza concorso la figura della strega moderna, che, idealmente, assicura stabilità a un sistema in cui tutti sono contro tutti. Questa specie di dispotismo del ceto medio, oltre a produrre odio, produce fattacci. Tanto per cominciare l’orrendo incubo di branchi di femmine tanto prepotenti quanto preoccupate di piacere ed avere successo, ma prive di ambizioni e della forza per realizzarle. Poi uomini viziati ed egoisti, con zero capacità e zero volontà di assumersi le loro responsabilità. E ha numerose conseguenze come i roghi approntati con alacrità sotto i piedi di chi vuole cambiare il mondo.

Crollo delle speranze + rassegnazione = meschinità del quotidiano. Nella formula il gruppetto di pavidi si trova benissimo. Io no.

Ma cos’è che induce gli inetti a stare insieme, che se potessero decidere autonomamente neanche si guardarebbero in faccia. Forse è il clima culturale, dove occorre essere in due e, per contare qualcosa, in tre. Pur di trovare riparo sotto l’ombrello della coppia parecchie donne sono disposte a farsi maltrattare da uomini che non valgono nulla e sono le prime a difendere la supremazia del maschio violento. L’unione da sfoggio domenicale, nella mentalità corrente, offre il lascia passare a ogni nefandezza, come se fosse un premio per la sopportazione dello scontento di coppia. Eppoi, cos’è che fa fuggire il cervello dal corpo dei e delle giovani in cambio di un lavoro dequalificante? La risposta possibile è questa: così piacciono, non osano essere migliori del gruppetto che li tiranneggia. Sapevo e so che la dignità deriva da qualità personali, dalla fiducia che abbiamo in noi stessi/e, non da una vita mediocre però riscattata strappando a morsi la felicità degli altri. Ecco, è con grande gioia che preannununcio la fine dell’epoca dei parassiti. Ha inizio una specie di rivoluzione dell’impresa esistenziale. No ai fumi che oscurano il cielo, si al coraggio di vivere le belle idee che ci fanno annuire con la testa.

Manuela.

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Ho 40 anni, vivo a Roma, sono appassionata di scrittura
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