Il suono cristallino della notte

Dei pentoloni, ci volevano dei pentoloni per cuocere tutto quel riso. L’avrebbero rovesciato in 8 abissi pieni di acqua bollente. Come streghe ridanciane e sguaiate, i sorteggiati avrebbero mescolato per ore ed ore, respirato il vapore, sopportato il bollore proveniente da quei pertugi convergenti verso il centro della terra.

I ragazzi e le ragazze perlustrarono la zona, informando i ristoranti vicini alla spiaggia della loro missione, per dirgli che avrebbero fatto la festa dell’estate e ci sarebbe stata una moltitudine, un fiume di persone a illuminare il litorale. I ristoranti balenari non sono ristoranti qualunque, sono quei luoghi che scappano fuori nel bel mezzo di un inverno, assieme alla natura che si sveglia dal letargo. Anch’essi protendono tutt’intornogli odori, simili a flebili ramoscelli. Con gli ingredienti dell’estate non si può star mai tranquilli. Per fare un’insalata di riso ci vuole il riso, bisogna aggiungere piselli, uova, prosciutto a cubetti, formaggio, maionese o olio, e il risultato che si ottiene è l’insalata di riso o la pasta fredda. Ma se, per caso, il naso capta all’improvviso un profumo di frittura, il risultato non è mai prevedibile. Aggiungi il tepore di un sole estivo e la brezza marina. In un tic tac cammini sulla battigia, dove l’acqua è materia. Il fatto di combinare gli ingredienti dell’estate non dà mai risultati prevedibili, perché a che serve definire l’immagine improvvisa e tangibile del mare?

Alina: ‘Una parmigiana per sei persone? Dunque, mia madre compra 2 chili di melanzane e 1/2 chilo di formaggio’

Urbano: ‘Siamo 700 persone, non sei’

Alina: ‘Sì, lo so, dicevo per dire. Volevo comparare la dimensione domestica della parmigiana con la più grande parmigiana che abbia mai pensato e preparato’

Clara: ‘Non pensarla nella versione domestica, questa qui è tutta un’altra storia. La melanzana casalinga serve per celebrare la domenica, facciamo che la parmigiana nostra sia un atto di provocazione contro la banalità e le false sicurezze borghesi’

Ugo: ‘L’ideologia della parmigiana! Ragazzi, non c’è bisogno di definire i simboli della rivoluzione, la chiamate e vi risponde: è la festa dell’estate. Però, è forte l’ideologia delle melanzane! Va be’, bando alle ciance, cuociamo 20 chili di pasta e 20 di riso, con il condimento quasi raddoppiamo, dovrebbero andare bene per tutti. E andranno bene anche 15 chili di melanzane e 5 di formaggio’

Claudio: ‘Facciamo la melanzana senza sugo e con il sugo’

Siria: Sì, inventiamo!’

Claudio: ‘In quella senza sugo io ci metterei anche i pinoli’

Urbano: ‘I pinoli metticeli quando la prepari a casa tua. Adesso sperimentiamo…

Giovanni: ‘Perché non provare?

Ugo: ‘Vada per la melanzana sperimentale, però prima la sperimentiamo noi’

Giacomo: ‘Ho pensato di fabbricare quegli oggetti curiosi che i negozianti tenevano vicino alla cassa, delle sfere di vetro aperte ai lati dove mettevano le caramelle e i ciccolatini. Noi potremmo riempirli di patatine, pop corn e stuzzichini’

Olga: ‘Potremmo disegnarle, farne pianeti e satelliti: giove, saturno, la terra, la luna, marte’

Giacomo: ‘Sì, danzeremo intorno ai pianeti…’  

Olga: ‘L’importante è che non rovistino come bambini maleducati’

Urbano: ‘Va be’, stiamo parlando di gente adulta’

Olga: ‘Appunto’

Ugo: ‘Quante sfere giganti?’

Giacomo: ‘Quaranta’

Givanni: ‘Alla faccia! Te ne occupi tu?’

Giacomo: ‘Sì, rasserenatevi!  

Ugo: ‘I tavoli per servire il cibo sono 10, ognuno attrezzato di bicchieri, piatti e posate…’

Fervono i preparativi. L’ardore dei ragazzi e delle ragazze riverbera i suoi effetti ovunque, pian piano stacca la patina del visibile e lascia intravedere l’oltre. Il sole tondeggia infuocato tra i rami degli alberi al tramonto. Nell’ora del desio è davvero una stella. Segna il tempo, ricordando a chi lo contempla del giorno che sta per finire. Tra poco suonerà il campanello che annuncia il turno della notte e il tintinnio degli acchiappasogni. Il trillo dei sogni è accessibile solo attraverso l’immaginazione. Cambia scenario, signore e signori. Gli spiritelli del buio sanno della festa dell’estate, già sgambettano e saltellano gai. Da decenni gli umani non osavano tanto. La madre ascolta Giovanni che parla al telefono. Con il viso rosso dall’emozione le dice delle melanzane, della pasta e del riso, dei cosi porta-stuzzichini, e sorride. Quando sta per succedere qualcosa di bello il mondo fa il tifo, le anime della notte hanno sparso la voce: ‘Si farà la festa dell’estate, vento soffia, foglie frusciate al passaggio dei ragazzi e delle ragazze, frusc! Chè gli umani hanno ripreso a dare un senso alla loro vita’. Gli spiritelli volteggiano beati nell’aria notturna. La madre sorride, partecipa con questi strani esseri all’epopea del figlio, ha fili d’erba al posto delle ciglia e gli occhi come specchi d’acqua.

Manuela.

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Ho 40 anni, vivo a Roma, sono appassionata di scrittura
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