Dinamiche celesti.

IMG_0229[1]Lei cammina in strada, con il vassoio nelle mani e sopra una fetta di giorno appena sfornato. E’ caduto anche qui, come i raggi del sole che illuminano tutti senza pregiudizi. Non a caso, ma obbedendo a una meccanica celeste. Incrocio il suo sguardo e contraccambio il sorriso. Lei è un tramite. Qui ciascuno ha il suo compito. Il cane, ad esempio, è un antidoto ai veleni sparsi nell’aria, di cui non parlano i tg. In suo onore gli automobilisti rallentano e ti fanno attraversare. Alcuni ti guardano con la coda dell’occhio, non vedono l’ora che il segugio gli salti addosso per accusarti di qualcosa. Così come la vecchia con il jack russel, che ti passa accanto, ma non si avvicina troppo e, in fondo, spera che Cloe scatti. Cloe non lo scatta, prosegue la sua passeggiata con la testa tonda e morbida d’affetto, l’andatura ondeggiante

Bla, bla, bla. Buongiorno, buonasera. Lei dove va? Bla, bla, bla. I figli, i genitori, la politica, la burocrazia e il lavoro. Parole: un intricato garbuglio, foreste fitte di spini e rovi. Parole come maschere, sfuggono alle regole e alla bontà del vivere.

La barista camminatrice consegna fette di giorno e brioches dalle 8,00 fino alle 10,00 per i ritardatari. Si fa strada tra i passanti e i pellegrini della via Francigena, cui s’intona particolarmente. Il sole è una presenza discreta. Pare illumini quella scena da secoli. Un tratto di continuità da mettere alla prova tant’è che la immagino di notte: io e Cloe da sole, qualche gatto che ci guarda da lontano. La barista ha riposto il grembiule e il vassoio, i viandanti i loro abiti. La realtà è talmente vera che mi colpisce senza ferire. Dal canto sui l’ombra ingannatrice fa il suo mestiere, essa annebbia la vista sussurrando qualcosa sul troppo vivere. Parole a vanvera come la pubblicità e gli individui nel salotto. Tutti insistono sul tiepido cautelativo, ma il seme cresce con un ardore e una fatica immensi. Coltivarlo è come credere che esista una verità più vera.

Tanto io mi salvo, senza fare gesti maleducati, ma io ho una salvezza. Infatti, come una lavatrice, posso rigenerarmi immergendomi nel mare per uscirne nuova. Che bella donna sarò, con cavi ben connessi e pezzi ben assemblati: raggio fotonico che dagli occhi saetta come il puzzo con cui i cani si riconoscono. Ora è l’ombra che dilegua ad altezza cane. Bisogna sempre decidere se si riesce ad accettare l’ipotesi di una realtà più vera. Sai che non è difficile, perché, anche in differita, l’odore della pelle accaldata evoca contemporaneità possibili. E’ come essere immersi in una striscia infuocata, ovunque ci si trovi e seguire a vista l’ammaraggio del sole.

Manuela Grillo Spina.

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Ho 40 anni, vivo a Roma, sono appassionata di scrittura
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