Frankenweenie – la favola del cane Sparky

Quanto è importante lo sviluppo della creatività per diventare adulti e consapevoli?. Tanto, ce lo suggerisce anche Tim Burton con il suo nuovo film di animazione: ‘Frankenweenie’, che parla di un ragazzino, di un cane e di New Holland, una tranquilla cittadina americana. Il protagonista e il suo cane Sparky sono inseparabili. Il ragazzino ha il pallino della scienza e, durante una lezione, rimane affascinato dalla spiegazione del professore sull’energia atmosferica sprigionata dai fulmini, perciò chiede al padre e alla madre di poter partecipare alla gara di scienze indetta dalla scuola. I genitori accettano, ma spingono il figlio a dedicarsi anche al baseball, perché ritengono sia troppo introverso. Durante una partita, un tiro troppo lungo lancia la palla in strada, Sparky la insegue, ma viene investito da un’auto e muore. Il dolore è troppo forte, quindi, senza titubanze, il ragazzo compie un tentativo estremo, quello di riportare in vita il suo cane. Nottetempo si appresta al cimitero, scava nella tomba per prendere il suo fedele amico, lo porta a casa e lì compie una specie di miracolo. Come fosse Frankenstein (che è il cognome di famiglia) piazza delle tenaglie sul corpo del seguigio, lo espone alle intemperie, un fulmine lo colpisce e Sparky torna in vita. Nel frattempo, gli esperimenti proposti dal professore di scienze hanno provocato negli alunni una certa effervescenza, causando qualche piccolo incidente. Per questo motivo i genitori, tranne quelli del protagonista, inscenando sdegno, protestano, affinchè l’insegnante lasci la scuola. New Holland, in quanto tranquilla cittadina, ha qualche pecca, che è un effetto di quel tipo di tranquillità, i cittadini non sopportano che qualcuno scombini la loro routine. Il Prof. è costretto ad andarsene, non prima di aver incoraggiato il ragazzo a seguire i suoi sogni e a coltivare la passione per la scienza, i cui prodotti tutti vogliono, ma non le domande che essa pone. ‘Non mi piace quando gli adulti inibiscono nei bambini ogni tentativo di esplorazione ardita e ogni impulso creativo poco convenzionale’, ha detto il regista del film, che affronta il tema della morte e lo fa con un linguaggio comprensibile ai bambini ovvero, dato che non lo è pienamente neanche per gli adulti, ponendo il discorso sul piano dell’amore. Chissà se gli adulti capiranno. Intanto, però, qualcuno sembra voler abbattere il tabù della morte e, quindi, ragionare sulla vita.

Manuela.

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Ho 40 anni, vivo a Roma, sono appassionata di scrittura
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