L’isola che c’è.

‘El duende’ guizza sulle onde, segue la linea di mezzeria. Mi sembra il momento di giocare sul serio. Sono convinta che il luna park rustico, cioè quello di un tempo, sia un luogo estremamente importante, che molti sottovalutano. A mo’ di esempio dirò che la casa degli orrori è una perfetta rappresentazione di ciò che succede nella vita reale. Ti siedi nella carrozza e fuggi dall’assalto del vampiro. Zombie e streghe si avvicinano e non ti toccano, poiché è stabilito che, nel luna park, la paura è soltanto fantasia. Il brivido è proprio questo. Nella realtà sono altre le figure inquietanti, ma il principio è lo stesso. Infatti, tanto nel parco giochi quanto nella vita reale, l’orrore ti sfiora e mai ti raggiunge.

Ho una barca. Ce l’ho dal giorno del mio 40esimo compleanno, me l’hanno lasciata i miei. Da allora l’ho osservata come si osservano le sfere di cristallo. Non la guardavo e basta, la contemplavo. Fissavo l’idea di imbarcarmi nel vero senso della parola. Assorbivo l’idea e la metabolizzavo, chè non tutte le idee sono uguali, alcune si assimilano lentamente.

Quando si naviga è sempre estate. Stamattina il mare ancora sonnecchia. Si stropiccia gli occhi, girandosi nel letto. Cammino con il mio fedele amico sulla spiaggia. Tra qualche ora uno stormo di ragazzini con genitori a seguito costringerà il mare ad esibirsi nel solito gioco di prestigio della domenica. Il mare, travestito da abile incantatore di serpenti, suonerà sul mondo. Dalla cesta usciranno scintillii. La bellezza non è che una carezza sulla testa degli esseri senzienti, per rendergli meno faticoso il vivere. Alcune famigliole, spalmate di creme abbronzanti, confonderanno tutto ciò con gli spettacoli dei parchi giochi a tema. Gambe e braccia bivaccheranno stese al sole fino a sera.

La meta è l’isola che c’è. Sì, quella della favola. Se la gente non è ancora approdata, significa che non vuole veramente vivere su quest’isola. Per questo motivo il viaggio inizia con un pre-viaggio, cioè bisogna avere un’incrollabile fiducia nel fatto che questo posto esiste. Nell’isola io ci andai spesso con l’immaginazione, ma a una certa età tutto ciò non basta più. Se l’idea persiste, invece di consultare il medico, come ti direbbe la gente rassegnata, la devi raggiungere davvero. L’isola è un luogo dove scorre il tempo, in un movimento a spirale, cosicchè cambia colore e stagione. Tra la propria casa e l’isola, come luogo affettivo, ci sono elementi di continuità. È chiaro.  In genere si pensa ad andare da qualche parte per trovare chissà cosa. Nell’isola che c’è, trovi ciò che desideri, la meraviglia dopo averla intuita, vista e sentita per lungo tempo.

I sogni non si pesano. Il giudizio su un grande sogno è estremamente soggettivo. L’impegno per realizzarli è una delle caratteristiche che accomunano i grandi sogni. Più facile la valutazione sui desideri meschini, i quali sono talmente tanto diffusi che, per evitare l’imbarazzo, la gente tende a nasconderli.

‘Tu vuoi il successo, dai sforzati di desiderarlo, vuoi i soldi e la reverenza ipocrita dei vili, vuoi questo. Vuoi un marito a cui servi come l’auto di marca, ma in modo diverso dall’auto di marca. E lui serve a te. Dai pigliati il foglio giustificativo. Vuoi essere sempre la prima per non sentirti l’ultima. Vuoi acculturarti e frequentare luoghi chic, intellettuali, dove all’ora del buffet si pigliano a testate per arrivare primi. Vuoi la libertà e l’uguaglianza. Vuoi tirare un sospiro di sollievo guardando dall’alto in basso lo straniero. Vuoi la libertà femminile per avere il dispotismo. Vuoi inchinarti come una geisha al cospetto dell’ultimo degli uomini. Tu vuoi una casa di proprietà e si sappia in giro che hai delle proprietà poiché tu non ti appartieni. Vuoi un lavoro in cui ti sottoponi a degli ordini facendo finta di darne’. ‘No’, dissi io, ‘non voglio niente di tutto ciò, voglio vivere’.

Il timone è nelle mie mani. Evito gli ostacoli. L’isola che c’è, fa parte di un arcipelago, non lo sapevate? La vedo, si staglia all’orizzonte, come una certezza non destinata a cambiare.

Manuela Grillo Spina.

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Ho 40 anni, vivo a Roma, sono appassionata di scrittura
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